lunedì 13 aprile 2009

Ecco il post sul terremoto.

Uno di voi, commentando uno dei miei precedenti post, ha scritto, tra le altre cose: ".. mi aspettavo un post sul terremoto".
Beh.. scusate per questo ennesimo prolungato silenzio.

Scusate se "sul terremoto" (lo scoop del momento, lo scandalo che fa sfregare le mani a Vespa, la notizia che fa luccicare di flash fotografici la capoccia di Silvio munita di elmetto.. la tragedia, in poche parole, che tra una settimana sarà già dimenticata) non ho avuto niente da dire.
Scusate se su tante altre piccole o grandi cose, di conseguenza, ho avuto ancora meno da dire.
E' che forse, me ne sono resa conto in questo periodo un tantinello tremendo, non sempre bisogna per forza dire qualcosa.
A volte anche il silenzio, consapevolmente o meno, puo' dire tutto quello che gli altri si aspettano da noi.
Chiudo promettendo di tornare quanto prima con le mie piccole grandi impressioni/cretinate sul mondo.
Chiudo stringendo la mano a quei porci che hanno costruito e continuano a costruire case, scuole, ospedali, studentati, l'Italia intera.. con la sabbia.
Un abbraccio forte all'Abruzzo.
Un abbraccio forte a te, Marianna, e ai tuoi cari. Che ieri, prima di iniziare un fin troppo abbondante pranzo pasquale, ci siamo fermati e vi abbiamo pensato tanto.

13 commenti:

Baol ha detto...

Nemmeno io ho scritto un post e non ne ho nessuna intenzione.

Perchè non sarei capace nemmeno lontanamente di dare anche solo il barlume di quello che dovrebbe essere dato.

Un abbraccio

Alberto ha detto...

La frase incrriminata non era un'esortazione, ma solo la normale aspettativa di un uomo credente che non riesce a farsi capace di tanto dolore collettivo.

Le parole hanno un enorme potere, persino superiore a quello che Foucoult gli attribuiva, secondo me: non sottovalutarlo e non sottovalutarti, mai. ;-)

Sono laconico per necessità, in questi giorni.
Eventualmente ne riparliamo.

Un abbraccio affettuoso :-)

Alberto ha detto...

ERRATA CORRIGE

...incriminata...

Ross ha detto...

Si parla anche stando in silenzio, cara Spippy, e quasi sempre meglio di quanto si riuscirebbe a fare con le parole. Chi ti conosce sa capire cosa hai dentro, anche se manca la voce.
E poi ora per l'Abruzzo non c'è da dire. C'è da fare.

Un abbraccio.

Antonia ha detto...

Condivido pienamente.Il silenzio era l'unica vera forma di rispetto verso chi in questo momento soffre davvero.

Un sorriso.Antonia.

Spippy ha detto...

--> BAOL:

Ti capisco al 100%.
Un abbraccio anche a te.

--> ALBERTO:

Se non credessi che le parole abbiano un enorme potere non sognerei ad occhi aperti, come una stupidotta, di diventare chissà quale giornalista o scrittrice. Ma è proprio perchè so quanto possano fare le parole, che credo di sapere anche quando sia e quando non sia il momento di proferirle. Il loro potere non è solo in positivo, ma anche in negativo. A volte non usandole, tacendole e conservandole si accresce ancora di più il loro valore.

E comunque le parole, prima di ogni altra cosa, bisogna sentirsele dentro. Io, quando il mio letto ha tremato, alle 22.20 circa di domenica 5 aprile per un terremoto con epicentro a Forlì, non avevo parole. E il giorno dopo, sentendo quello che era successo in Abruzzo, ho provato a moltiplicare quella sensazione all'infinito. Mi sembrava irrispettoso, davvero, tentare di accennare anche solo un concetto, un'idea, un'opinione. Siamo profani di quel dolore, noi altri fortunati.

--> ROSS E ANTONIA:

Vi posso stringere tutte e 2 insieme forte forte?

:)

JAENADA ha detto...

Ehi,amiche mie,posso partecipare anch'io alla fiera dei buoni sentimenti? :)

Alberto ha detto...

@SPIPPY
Non è che abbia scritto chissà cosa a riguardo sul mio blog, ma ho cercato di dare un paio di numeri utili a chi passa a trovarmi (sono più di quanto commentino, anche se non capisco perché - ndr).

Poi ho provato a immedesimarmi nei sopravvissuti (e non parlo di chi conosco personalmente - ndr) e a pensare cosa avrebbe potuto fargli piacere: l'indifferenza e un altro post egoriferito (anche se sai che non è mia intenzione - ndr) oppure un minuto di attenzione verso un dramma incredibile?

Il mio senso di appartenenza alla nazione Italia (anche se, come sai, sono 1/2 americano - ndr) mi ha portato a scrivere un post per dire: "vi sono vicino e, almeno oggi, considerate vostro il mio spazio virtuale". E non è l'unica cosa che ho fatto, ma non voglio certo farmi pubblicità a riguardo.

D'accordo la compostezza, la riservatezza, il silenzioso rispetto del dolore ma ci sono dei momenti in cui bisogna usare le parole, magari anche arrabbiandosi e indignandosi, ma bisogna sguanarle dai libri letti e darle in pasto a chi ne ha bisogno o a chi non può capire o a chi non sa come aiutare.

Tu hai due grandi doni: l'intelligenza e la sensibilità. Non avere paura di usare queste tue virtù su temi alti: la professione che vuoi fare te lo richiede, la vita ce lo impone.
NON NASCONDERTI.

Un abbraccio amicale :-)

Alberto ha detto...

ERRATA CORRIGE
...sono più di QUANTI commentino...

Alberto ha detto...

ERRATA CORRIGE
...sguainarle...

desaparecida ha detto...

:)

Lillo ha detto...

Sensibilità.
Ecco cosa manca.
Spi, salverai il mondo!
Bacio,
-L.

desaparecida ha detto...

Un bacio piccolina.... :)