lunedì 16 giugno 2008

Nostalgia di Inzaghi

Nostalgia di Inzaghi, il ladro di gol che raddrizza le partite impossibili



BADEN — Se del senno di poi sono piene le fosse, figuriamoci le partite di calcio. Soprattutto quelle che non sono filate per il verso giusto. «Dura lex, sed lex», dunque: sarà anche dura da digerire, ma è la legge del pallone, cui ovviamente neppure Donadoni, alle prese con i deludenti risultati azzurri, può pensare di sottrarsi. Ad esempio, vista con il senno di poi e per come si è dipanata, la sfida con i romeni pareva ritagliata su misura per Pippo Inzaghi, il trombato forse più eccellente tra tutti coloro che avrebbero potuto ragionevolmente aspirare all’avventura austro-elvetica. Agguantato il pareggio un minuto dopo il colpo gobbo di Mutu, la nostra squadra ha infatti provato a sfondare la resistenza romena, anche a costo di rischiare le velenose verticalizzazioni avversarie, ma lo ha fatto in maniera confusa, nervosa, istintiva. Nessuna traccia di gioco organizzato perché, venendo meno la brillantezza, si sono perduti un po’ tutti i punti di riferimento consolidati in due anni di lavoro.

Donadoni ha cercato di rimettere in linea di galleggiamento la manovra, con Cassano (prima) e con Quagliarella (poi), quando è apparso evidente che, ancora una volta, Alex Del Piero si era perduto nei meandri di una partita azzurra, ma il suo è stato sostanzialmente un buco nell’acqua. Manca la controprova, ma se in panchina ci fosse stato il cecchino che in Europa ha segnato come Gerd Müller, forse sarebbe stata tutta un’altra musica. Pippo Inzaghi nidifica nell’area di rigore, è abilissimo a mimetizzarsi tra i difensori, è una sorta di rabdomante del gol. La sua specialità sono i palloni senza una logica, quelli sporchi, sghembi, disperati: giusto quelli che gli azzurri hanno pompato verso la porta di Lobont in maniera soltanto rabbiosa. Avesse dato retta allo strepitoso finale di stagione del milanista, il c.t. si sarebbe dotato di una seria alternativa allo schema che prevede la ricerca insistita di Toni.

Inzaghi poteva essere la chiave di emergenza per le partite chiuse a doppia mandata. Invece ci ritroviamo a maledire la iella, il pallone che non voleva entrare in porta e l’arbitro cornuto. Bocciando a suo tempo Superpippo, Donadoni aveva compiuto una scelta di rottura ma venerdì a Zurigo, quando c’era da far capire a Del Piero che non era il caso di insistere, ha rinunciato pure alla coerenza, ignorando Totò Di Natale, l’attaccante che più di ogni altro aveva caratterizzato la sua Italia post-Mondiale. Nel tentativo di sterzare dopo la sbandata con gli olandesi, il c.t. ha così messo alle spalle due anni di lavoro esibendo fin dal primo minuto il 4-3-1-2, che di tutti gli schemi in dotazione alla nostra nazionale era il solo ad essere stato utilizzato per i ritagli di partita.

Ripescate dalla naftalina pure le due punte, impiegate una volta soltanto a Saint- Denis quando i francesi ci suonarono per 3-1 subito dopo il Mondiale tedesco (6 settembre 2006): allora, peraltro, il quadro tattico era stato differente, e si era articolato attraverso un 4-4-2 mai più riproposto. Insomma, questo vero e proprio ribaltone, accentuato dal pesante rimpasto della squadra (di difficile comprensione la rinuncia ad Ambrosini per Perrotta nel ruolo di centrocampista di sinistra del rombo), sa tanto di navigazione a vista. E se, come verosimilmente potrebbe essere, martedì andremo a caccia della prima vittoria (senza rigori) sui francesi dopo trent’anni aggrappandoci ad ulteriori correzioni di rotta—dal lancio full time di Cassano al ripescaggio di Di Natale —, la sensazione di precarietà potrebbe accentuare il rimpianto dell’Italia che avevamo sognato e che difficilmente ritroveremo più.

Alberto Costa
da "Il Corriere della Sera", 15 giugno 2008.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

pippo se poi gli danno palla fuori area ke fa?!cmq io l'avrei portato x tale motivo...del piero fa sempre dei gran proclami ma cm al solito nn fa un cazzo e io varei lasciato a casa lui...

Etta ha detto...

Attento Paperotto Anonimo, che se ti sente Hossobuco ti sculaccia!!

JAENADA ha detto...

Ma Zoff,Gentile,Cabrini,Oriali,Collovati,Scirea,Conti,Tardelli,Rossi,Antonioni,Graziani,hanno smesso?

Hossobuco ha detto...

MAI OFFENDERE IL NOME DI ALEX !
MAI!
PER PERDONARTI,DI QUESTA MALEFATTA...
PER QUESTA VOLTA...
9 AVE O MARIA, 11 PADRE NOSTRO,E 1974
ATTO DI DOLORE....9 11 1974
RENDIAMO GRAZIE AD ALEX!

Anonimo ha detto...

xò lo apprezzo cm uomo...x caso c conosciamo?!

emilià ha detto...

mmm...mmm...per carità i goal li fà ed è pure costante...però mi sembra più una modella che un giocatore di calcio...come si tocca si butta per terra...che peccato non ci sono più i giocatori di una volta!