martedì 6 gennaio 2009

Ne è passato di tempo, eh?

Quando Spippy sapeva ancora scrivere e quando, scrivendo, partoriva fogli svolazzanti di questo tipo. E Spippy, allora, aveva solo (o già) 18 anni.

4 Agosto 2004
h. 00.11


Ne è passato di tempo, eh dado?! E io ancora qua, oggi, di nuovo con il coraggio di scrivere. Coraggio che ho trovato proprio solo ora perchè fino a poco più di 2 ore fa non avrei aperto questo quaderno per tutto l'oro del mondo. Era l'impatto con un passato ancora troppo vicino, vivo, profumato, a spaventarmi. Passato datato 20 luglio scorso, che non è un'eternità ma ci assomiglia molto e soprattutto viene prima. Prima della vacanza (che non si può chiamare solo vacanza, quella è stata un salto in paradiso) e, ahimè, prima del rientro, il ritorno alla normalità, 5 giorni fa. Se la gente, chiunque, mi chiede come sono stata, mi chiede di raccontare, vuole sapere, io non so rispondere. Me la cavo sempre con un "non ci sono parole, davvero, non insistere, qualsiasi cosa io possa dire di questa settimana la sminuirebbe e basta. Non voglio, è perfetta così com'è, lì dove sta." E la gente guarda allibita, oppure sorride, magari qualcuno di quelli che non sono venuti pensa che si tratti di maliziosa finzione. Non mi interessa. Il bello è, o forse il bello-assurdo è che non ho mai smesso di pensarla così, neanche dopo venerdì sera, neanche mentre singhiozzavo sotto il sole appoggiata al muretto di Centro Vacanze sabato mattina, neanche mentre ascolto The Sound Of Silence, canzone malinconica all'inverosimile. Anzi, più stavo male all'idea di poterti perdere per sempre, più la nostra settimana mi appariva lontana e quindi sfumata, come solo le cose più preziose sanno essere. Perchè tutto il bello che c'era stato non poteva finire così, limitarsi alla Toscana, agli spazi stretti e scomodi del nostro camper 6 posti, alle piazzole striminzite dei campeggi o al termine ultimo fissato da una data, il 30, e da un orario, le 10 di mattina, indiscutibili. Era proprio questo che mi faceva impazzire: l'essere passati dalle stelle alle stalle nel giro di un'ora, non avere più certezze. Come svegliarsi da un sogno. E non capacitarsi che si era trattato proprio solo di quello, un sogno.
Anche ora fatico a scrivere, perchè tutte queste parole, frasi e virgole non descrivono come vorrei, non danno la forma che vorrei dare alle emozioni, alle cose, ai silenzi tra noi in riva al mare, al passarti un'abicocca e sentirti brontolare perchè poco matura, all'accompagnarti all'autogrill per un caffè e allo stare sveglia con te per il viaggio di ritorno e come sottofondo l'alba di un'estate già troppo avanzata. Sono più o meno queste e mille altre ancora le cose che non dimenticherò, quell'intesa sottile ma forte che ho sentito e che sento quando, finito di parlare, mi volto e tu ci sei, lì di fianco a me. E' in nome di quell'essere semplicemente e splendidamente sè stessi che io parlo di un'altra alba magari sulle Dolomiti o di altre ciliegie o di altri pulcini da vedere. E' in nome di quando mi hai sollevato per i fianchi, a casa di tua nonna, venerdì mattina, e io ho riso.. ed è ancora in nome delle mie figure barbine col ghiacciolo alla pesca o la canoa a 4 posti o dei tuoi rumori che io ho pianto pensandoti fuori dalla mia vita.
Mi sfogo ora, su questa carta, perchè prima ci siamo visti e mi hai detto che ci sentiremo e vedremo ancora e allora basta, io sono già felice, non chiedevo di più se non noi, proprio come sempre. E prima non avevo nemmeno il coraggio di finire il rullino delle foto per paura di ritrovarmi in lacrime nel guardarle, di ascoltare certe canzoni o toccare oggetti che se ne sono stati nella valigia che avevo con me. Domani le foto ci saranno e domani, come tutti i domani della mia vita, voglio che ci sia anche tu.


Voglio riprendere in mano una biro e un foglio. Voglio vedere cosa salterà fuori.


6 commenti:

SunOfYork ha detto...

dovresti comprarti una moleskine. sapere che la usavano hemingway e chatwin secondo me aiuta a trovare l'ispirazione ;)

sun

desaparecida ha detto...

io nn posso fare a meno di uscire con il mio blocchettino dalle pagine verdi...

Vagamundo ha detto...

Non bastano 4 anni, non ne bastano 10, 12, cento---- la tua prosa del 4 agosto 2004h. 00.11 sembra un capitolo chiuso di un libro ancora da concludere, magari con gli stessi protagonisti. Ne so qualcosa.
Anch'io taccuino sempre in tasca, e fogli svolazzanti nel vento e nell'oblio, mio e altrui.

JAENADA ha detto...

"E' probabilmente la settimana più piacevole che abbia vissuto sulla terra.In Normandia.Alcuni vivono la settimana più piacevole della propria esistenza in Bretagna,in Bolivia,in Belgio o in Polonia,da qualche parte bisogna pure viverla,per me è stata in Normandia".
(P.Jaenada,Il cammello selvatico)

Leggerti mi ha fatto venire in mente questo brano.
Ora,il primo brano della playlist sul mio blog,è: The Sound of Silence :)

Baol ha detto...

Scrivere...ogni volta che ti viene qualcosa in mente...io cerco di portarmi vicino il mio piccolo block-notes...non la moleskine eh, quella costa un occhio!

jacker ha detto...

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